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Pensiero breve? Sì, grazie, di Ennio Pasinetti, caporedattore primaria, La Scuola
Interrogandosi sul pensiero breve alla luce di quanto e come viene utilizzato nell’attuale società, si torna a trovare il fondamento e il senso che questo assume nei processi di insegnamento e apprendimento. Nella profonda analisi fornita sul pensiero analitico e deduttivo e sulla loro complementarietà, l’autore fornisce all’insegnante una cornice per inquadrare la questione a livello didattico e tratteggiare possibili momenti di lavoro in classe
 
La scrittura di sintesi: il riassunto, di Sabrina Sironi, insegnante di scuola primaria
Il pensiero breve, in classe, prende forma almeno in due momenti del “fare” lezione: da una parte, lato docente, nella sua capacità di restituire il framework teorico sul tema scelto, ossia nella capacità di fornire gli elementi importanti e le relative connessioni che restituiscono ai discenti il quadro concettuale; dall’altra, lato studente, viene richiamato nella capacità richiesta di fare sintesi, ricondurre a quadro concettuale i diversi elementi introdotti, conosciuti, studiati, recuperati dalle diverse fonti. Il contributo fa centro sulla scrittura di sintesi, proponendo le fasi del metodo di lavoro in classe ed esemplificando tale metodo.

Comunicare con i blog di Chiara Friso, insegnante di scuola primaria
Pur non nascendo con intenti educativi espliciti, il blog è oggi una strategia e uno strumento didattico-educativo. L’articolo ripercorre per punti, con un taglio pratico e operativo, il senso della pratica dell’educational blogging, attraverso sei domande chiave: perché, chi/con chi, quando, dove, che cosa, come. Le risposte ci pongono nelle condizioni di aprire e gestire un blog, come occasione di crescita e di riflessione sulle proprie pratiche didattiche.

Blogosfera e dintorni, di Alessandra Carenzio, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano
Il contributo di Chiara Friso ci ha consentito di chiudere il cerchio attorno al tema del blog e del blogging a scuola. Alla luce del quadro teorico e concettuale particolarmente completo e della descrizione di pratiche esemplificative contenute nel Box 1, insieme alla descrizione di blog che ci ha accompagnato per tutto l’anno con Bookmark, abbiamo pensato fosse più sensato completare la sezione del Numero con un glossario ragionato, piuttosto che con un nuovo articolo.
 
La continuità educative, di Paola Canton, insegnante di scuola primaria
È sicuramente condiviso da molti insegnanti il pensiero che nella scuola siano presenti delle correnti tematiche che nel corso degli anni si ripresentano con andamento alterno, a volte emergendo impetuose perché sostenute dall’emanazione di incalzanti documenti normativi, altre volte immergendosi nelle placide profondità delle pratiche ormai consolidate, per le quali non sembra essere necessaria alcuna rivisitazione. Tale andamento può far suscitare legittimi interrogativi rispetto all’autenticità del pensiero pedagogico sottostante a tali fili tematici: effettiva e stimolante novità o moda pedagogica? Sicuramente la continuità educativa, come valore presente e riconosciuto nella scuola dai primi anni Novanta, rientra in queste correnti, come prospettiva che trasversalmente attraversa molti ambiti del sistema scolastico e che negli anni ha conosciuto stagioni diverse.

Attraverso i nostri occhi, di Maria Grazia Spaggiari, insegnante di scuola primaria
Prosegue il viaggio dei nostri insegnanti in Europa attraverso i progetti Comenius: questa volta visitiamo l’Europa e le sue scuole attraverso gli occhi dei bambini, attraverso le opere d’arte di artisti dei vari paesi coinvolti rivisti e reinterpretati dai bambini. Apprendimento della lingua inglese per i bambini, inclusione di tutti gli alunni, sviluppo della professionalità dell’insegnante: questi gli obiettivi prefissati.

Insegnanti in Germania, di Elena Cossa, insegnante di scuola primaria
Riprendiamo il viaggio nelle scuole europee abbandonato per alcuni numeri nella sezione Professione Insegnante: questa volta viaggiamo in Germania attraverso lo sguardo di una studentessa di Scienze della formazione Primaria, ora insegnante, che racconta la sua esperienza Erasmus+. L’autrice ripercorre con noi ogni passo del suo viaggio, ogni sensazione ed emozione restituendoci il suo punto di vista sulla scuola tedesca e la formazione degli insegnanti.

Mi osservo, di Antonella Colombo, insegnante di scuola primaria
In una striscia dei Peanuts, la simpatica Patty si rivolge alla maestra (che nelle vignette non si vede), chiedendole, anzi implorandola, di porle una domanda “su qualcosa che potrebbe sapere”. Si mette in una posa che esprime fiduciosa attesa, ma il sorriso già nella terza sequenza scompare, sembra subentrare lo sconcerto e poi, di fronte al silenzio prolungato della maestra, esplode in un sincero e spiazzante invito: “Pensi, maestra, pensi!”. Con questa frase, l’autrice invita tutti gli insegnanti a pensare, o meglio a pensarsi e ripensarsi.

Il sito web della scuola, di Cristina Cuppi, Dirigente Scolastico IC “E. Curiel” di Paullo (Mi)
I siti web delle Pubbliche Amministrazioni (P.A.) sono diventati nel corso degli anni il principale strumento di “front office” e di informazione per il cittadino. Si è passati dai siti vetrina di circa vent’anni fa, caratterizzati da gif animate, scritte scorrevoli, lampeggianti, con sottofondo sonoro (quasi un luna park!) agli attuali siti ben strutturati che prevedono anche interazione con l’utente. L’evoluzione non è stata semplice né senza difficoltà anche perché la realizzazione dei siti web delle scuole è nata in maniera eterogenea e per iniziativa volontaria di qualche docente pioniere nell’uso delle tecnologie. Considerato un accessorio di poca importanza il docente volontario che vestiva i panni del web master non sempre trovava nel dirigente un sostegno progettuale, tantomeno economico.
 
Dematerializzazione, di Anna Teresa Ferri, Dirigente Scolastico ICS di via Brianza, Bollate (Mi)
La gestione informatica dei documenti e il sempre più frequente utilizzo della posta elettronica hanno portato la conseguente necessità di pianificare e predisporre una gestione documentale e un nuovo modello organizzativo che si può articolare in due parti: una prettamente rivolta alla gestione documentale e quindi alle attività svolte dalla segreteria e una rivolta alla comunicazione tra scuola e Genitori. La conseguenza di questo cambiamento è lo sviluppo di una nuova e più consapevole attenzione alle attività legate alla gestione dei documenti anche nell’adozione di nuove metodologie organizzative che prevede i seguenti contenuti: il protocollo informatico, il manuale di gestione e gli strumenti archivistici,i documenti informatici, la conservazione sostitutiva, il registro elettronico e la comunicazione digitale.
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