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Un approccio all’osservazione, di Eleonora Vera, Docente di scuola primaria in ospedale

Un’ efficace gestione della classe gravita intorno all’osservazione e documentazione dei prodotti e dei processi. Le Indicazioni Nazionali fanno riferimento a uno “stile educativo fondato sull’osservazione e sull’ascolto”, “sull’intervento indiretto e di regia” che riqualifica la pratica educativa. L’osservazione, occasionale o sistematica, libera o strutturata, ingenua o competente, circoscritta o sistemica, orienta l’azione didattica e consente di rimodellare le proposte didattiche/operative sui ritmi di sviluppo e sugli stili di apprendimento di ciascun bambino. Un ruolo fondamentale nella riprogettazione in contesti complessi, è svolto dalla osservazione con l’utilizzo di protocolli osservativi sostenibili. In un contesto collegiale, l’analisi delle routines didattiche e della documentazione degli esiti formativi, come forma di ricerca in azione, è in grado di rendere “riflessiva” la prassi didattica.

Le idee attraverso gli spazi, di Beate Weyland, Università di Bressanone

Comprendere la relazione che intercorre tra spazi e didattiche, soprattutto quando si parla di scuole, è una questione che oggi interessa sempre più persone: dai politici agli architetti, dagli insegnanti ai dirigenti scolastici, dai pedagogisti ai colleghi degli altri campi delle scienze umane. Di seguito una serie di riflessioni per comprendere quanto l’architettura scolastica sia anche un fatto profondamente pedagogico, a partire da qualche parola chiave: forma e formazione, spazio, flessibilità, bellezza, innovazione e trasformazione.
 
L'ambiente spazio di relazione, di Nicola Mei, insegnante di scuola primaria
 
L'ambiente di apprendimento è un luogo (fisico o virtuale) nel quale si attivano relazioni e scambi finalizzati a scopi comuni: imparare a fare, imparare qualcosa, conoscersi, imparare divertendosi.
Ma come tutti gli elementi contestuali, non si tratta di un campo neutro. L'articolo affronta il tema dello spazio e della sua organizzazione, alla luce dell'introduzione di mobile devices in classe. Cosa succede allora, modificando un dato contestuale importante? Come cambia la regolazione delle relazioni da parte del docente e dei bambini?
 
Modeling,  Seconda parte, di Renata Puleo, insegnante di scuola primaria

Questo articolo intende occuparsi delle ricerche effettuate negli ultimi anni da alcuni studiosi americani relative allo sviluppo della conoscenza e delle abilità matematiche dei bambini e all’insegnamento/apprendimento della matematica con particolare riguardo al problem solving.Si farà riferimento alle prospettive di “Models & Modeling” descritte da Richard Lesh (Purdue University) e da Helen M. Doerr (Syracuse University) sul tema della soluzione, dell’ apprendimento e dell’ insegnamento dei problemi in matematica, campo in cui i ragazzi evidenziano spesso difficoltà e alle pubblicazioni di alcuni ricercatori di università statunitensi e australiane esperti in Didattica della Matematica che hanno studiato lo sviluppo delle capacità di problem solving nei ragazzi in età scolare. A questo proposito, verrà descritta, fase dopo fase, la sperimentazione di un’attività di modeling effettuata lo scorso anno ella classe terza di scuola primaria.

Corresponsabilità educativa, di Paola Amarelli, Coordinatrice della primaria presso l’Istituto Madonna della Neve di Adro (BS) e coordinatrice di SIM Kit

Le riflessioni e le esperienze di seguito presentate vertono sul rapporto scuola–famiglia e, più precisamente, sulla relazione tra gli insegnanti e i genitori, secondo la seguente ipotesi: verificare se è possibile che il confronto tra la cultura della scuola e le diverse culture delle famiglie possa dare vita a esperienze di effettiva partecipazione e di autentica corresponsabilità educativa.

Il rischio del burnout, di Elisabetta Ranzi e Deborah Zucca, insegnanti di scuola primaria

Scuola etica è quella che si prende cura di tutti coloro che di essa  fanno parte, li accudisce, li sostiene, ne fa emergere le parti migliori per il benessere di tutti. A partire dalla carta di Ottawa (1986), il concetto di salute inteso come stato di ben-essere "globale" della persona, è entrato con numerose circolari, progetti e raccomandazioni, in ogni istituto  scolastico italiano, ma difficilmente si è concretizzato in spazi, tempi e modi che favoriscono realmente il benessere. Al contrario, diverse ricerche evidenziano alte probabilità di patologie psichiatriche negli insegnanti, determinando un circolo vizioso che investe non solo gli alunni, ma la società nel suo complesso. L’istituto Comprensivo Cornigliano (Genova) ha voluto farsi carico di questo problema, cercando di creare le condizioni del benessere quotidiano anche nell’ambiente di lavoro.

Insegnanti di sostegno e burnout, di Rosita Ferretti, insegnante di scuola primaria

Il burnout degli insegnanti è un argomento di valenza internazionale da almeno vent’anni, come dimostrano studi condotti in vari paesi. Solo in Italia, quasi un milione d’insegnanti presentano un alto grado di rischio di sviluppare patologie psichiatriche, rispetto ad altre categorie di lavoratori. L’insegnante di sostegno, cui è richiesto, in particolare, di intervenire nel suo lavoro utilizzando risorse professionali ma anche e soprattutto umane, è maggiormente esposto a questo pericolo.

 “Le valutazioni” nella scuola , di Fabiola Scagnetti, dirigente scolastico

L'articolo sottolinea l'importanza di rintracciare le connessioni che esistono tra le svariate attività di valutazione che si compiono oggi nella scuola. Da un lato, che potremmo definire “didattico”, si collocano le valutazioni degli apprendimenti realizzate dal singolo insegnante o dal team di docenti e quelle scrutinate dai Consigli di classe a fine quadrimestre o in sede di Esame di Stato. Dall'altro, di tipo prevalentemente “organizzativo”, troviamo altre attività di valutazione: quelle affidate ai nuclei di autovalutazione per la compilazione del RAV, quelle che il dirigente dovrà operare per valorizzare il merito dei docenti e assegnare il bonus previsto dalla Legge 107/2015, quelle previste per l'anno di prova dei neoassunti. I due versanti hanno molto in comune sul piano strategico, in quanto dovrebbero determinare le scelte caratterizzanti del curricolo di Istituto, la cui sostanza non risiede solo in un elenco di traguardi, ma soprattutto nel come e nel cosa della didattica.

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