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Mi presento,  con Scratch, di  Martina Sabatini
Il presente contributo presenta un’attività di narrazione digitale autobiografica attraverso il linguaggio di programmazione Scratch ideato dal gruppo di ricerca “Lifelong Kindergarten” del Media Laboratory del MIT. Dando sfogo alla propria creatività, i bambini sono chiamati a costruire una breve storia animata che dovranno progettare passo dopo passo e in cui potranno scegliere di esprimersi attraverso immagini, suoni e testo.

Stimolare la consapevolezza fonologica, di Adele Maria Spena
Il processo di apprendimento della letto-scrittura inizia prima dell’ingresso alla scuola primaria e l’acquisizione dei fondamentali elementi del linguaggio avviene per la maggior parte dei bambini intorno ai 5 anni e una eventuale loro immaturità o deficienza si può ripercuotere sulle abilità di lettura e scrittura. È opportuno, quindi, porre una maggiore attenzione al linguaggio, al suo sviluppo fonetico-fonologico e potenziare le abilità e la consapevolezza fonologica “fin dalla scuola dell’infanzia e nei primi anni della scuola primaria” (Stella, Grandi 2011, p. 81)

Aule virtuali: una rassegna di spazi ambienti, di Irene Mauro
Solo negli ultimi anni sono nate e si sono affermate nell’ambito scuola decine e decine di piattaforme che possono essere integrate dagli insegnanti nella propria didattica e nel proprio progetto di classe. L’articolo vuole focalizzarsi sulle caratteristiche delle piattaforme e degli ambienti 2.0 per la didattica, raccontando nello specifi co cinque ambienti dei quali si evidenzieranno plus e caratteristiche.

L’esperienza di Fidenia nella scuola primaria, di Elena Valgolio
L’articolo racconta l’esperienza vissuta insieme ai bambini di una classe terza in Fidenia, ambiente di social learning italiano, attorno a cinque verbi chiave: condividere, comunicare, stimolare, documentare e riflettere. Ogni bambino è autore di produzioni significative, digitali e analogiche, rappresentative di un percorso individuale e di gruppo. La condivisione di un progetto pensato e costruito per essere svolto tra rete e presenza regala una seconda vita a un qualunque elaborato e consente di creare un ponte tra formale e informale.

Sei cappelli per ripensarsi, di Sara Tittarelli
Pensiero laterale e verticale nella scuola possono essere considerati due poli opposti o due aspetti in continuum? Che ruolo rivestono nella valutazione? Il contributo che segue off re una riflessione su tali tematiche, proponendo un uso particolare dei Sei cappelli per pensare di Edward De Bono. Nella prima parte viene introdotta la spiegazione del pensiero verticale-convergente e del pensiero laterale-divergente, segue poi il racconto di un’esperienza ambientata in una classe quarta della scuola primaria. Tale tecnica si mostra utile non solo per gli alunni che sono invitati a riflettere, da diverse prospettive, sull’intero percorso scolastico sviluppato nella disciplina dell’inglese ma anche per lo stesso insegnante che, considerando i feedback forniti dai propri studenti, può autovalutarsi nel lavoro svolto in classe.

Ambientarte. A piacer scuola Muri che raccontano, di Ornella Castellano
Tutto ha avuto origine dall’esigenza di favorire quello che si può definire il cambiamento possibile. La necessità era creare nuova didattica per rispondere ai bisogni della scuola del terzo millennio nella quale si sostituisca il modello della scuola dell’insegnamento con quello della scuola dell’apprendimento. Con questo telòs l’Istituto Comprensivo “G. Falcone” a Copertino (Lecce) ha avviato da anni una graduale, ma radicale, innovazione pedagogico-didattica e organizzativa, attraverso l’implementazione di processi generati da percorsi di ricerca-azione finalizzati a perseguire la formazione orientata degli alunni, mediante una proposta educativa qualificata fondata sull’alta qualità degli insegnamenti e la cura degli ambienti. I due percorsi si intrecciano: alla nuova intenzionalità didattica servono spazi ripensati e i nuovi spazi generano apprendimenti.

Gestire la classe virtuale nella pratica didattica, di Maria Rosa Villa
Per poter modificare concretamente le metodologie di insegnamento non è sufficiente dotarsi di hardware, ma diventa indispensabile la scelta del software con cui utilizzare gli strumenti a nostra disposizione: software residente sul nostro computer e applicativi disponibili in rete, online.

Il pensiero computazionale nell’agire didattico Programmare, di Sara Samolo
Con il documento sulla “Buona Scuola”, il governo ha aperto il dibattito sull’introduzione del pensiero computazionale a scuola anche in Italia. Il dibattito sul documento ha prodotto due proposte di curriculum (una per la scuola dell’obbligo e l’altra per le secondarie superiori) e due documenti di raccomandazioni (uno per l’introduzione dell’informatica nel curriculum e l’altro per l’introduzione del pensiero computazionale come competenza trasversale).

Ambienti digitali: laboratorio in classe, di Carmela Rosaria Tavernise e Isabella Todaro
La scuola “Falcone – Borsellino” fa parte del movimento delle Avanguardie educative dell’INDIRE, adottando l’idea delle Aule laboratoriali. Attraverso questa coinvolgente esperienza si è voluto modificare totalmente il concetto stesso di aula, fondendolo con quello di laboratorio in ogni passaggio della didattica, non solo in quello della sperimentazione scientifica. Nell’Istituto gli alunni si spostano autonomamente dal laboratorio rosso di Matematica a quello rosa di Lettere, a quello blu di Lingue e così via, in un percorso di costruzione attiva del sapere. All’ingresso dello spazio riservato è ben visibile un cartello con una legenda che guida alunni e docenti durante gli spostamenti. La disposizione dei banchi, diventate isole di lavoro mobili e componibili, favorisce l’interazione e la collaborazione tra studenti e il docente diventa un mediatore e un facilitatore del processo di apprendimento.

I tablet sui banchi della primaria per una didattica attiva, di Luciano Giorgi
Un progetto che si è realizzato nel Comprensivo “Erasmo da Rotterdam” di Albairate e Cisliano nel maggio del 2013 che ha preso avvio, direttamente dal Nord Europa, il progetto olandese della Fondazione Snappet. A ciascun alunno di una classe terza della scuola primaria, per la durata di un mese, è stato assegnato un tablet in veste di strumento didattico, coordinato dai docenti tramite apposita dashboard. Grazie alla collaborazione attiva di insegnanti e famiglie, è stato possibile estendere il progetto nel tempo e sulle altre classi facendo leva sulla possibilità di personalizzare l’attività didattica, rendendola attrattiva e stimolante per il singolo alunno e più immediata per l’insegnante.
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