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“Parole da dentro”: didattica inclusiva per adulti in carcere, di Carolina Maestro
Come costruire un percorso di inclusione in un carcere attraverso una didattica innovativa? Si può fare inclusione sociale facendo idealmente “evadere” gli studenti in situazione detentiva attraverso il racconto del sé e la rieducazione alla parola? “Parole da dentro” nasce con queste fi nalità confi gurandosi come un percorso di didattica integrata inclusiva realizzato nella sezione carceraria del Liceo Artistico “Ruggero II” di Ariano Irpino (Av), nell’ambito delle discipline di Italiano, Storia e Geografi a. “Parole da dentro” è anche il titolo del libro che costituisce l’approdo laboratoriale del progetto, lo spazio di condivisione per strategie di inclusione basate sul racconto autobiografi co e l’occasione per poter ripensare le proprie esperienze di vita.
 
Anch’io posso farcela..., di Raffaele Michele Cece, Docente di Sostegno
Il recupero scolastico degli alunni in difficoltà di apprendimento sta a cuore al docente tanto quanto la cura delle eccellenze. La riflessione metacognitiva dell’allievo sulle proprie difficoltà di apprendimento, l’uso delle nuove tecnologie insieme alla metodologia degli EAS – Episodi di Apprendimento Situato – risulta procedura vincente per il recupero scolastico rendendo l’allievo protagonista del proprio sapere.
 
I mediatori tra presenza e assenza, di Alessandra Carenzio, Ricercatore CREMIT
La funzione dei mediatori è uno degli aspetti più affascinanti della didattica oggi: essi consentono di portare in aula ciò che abitualmente in aula non è presente, lavorando nella logica della sostituzione e della simulazione. L’articolo affronta il tema della mediazione e di come le diverse tipologie di mediatori consentano all’insegnante, nel discorso comunicativo e didattico quotidiano, di ridurre la distanza tra assenza e presenza.
 
Insegnare il primo soccorso nella scuola primaria, di Elisa Cusaro, insegnante, soccorritrice
Insegnare il primo soccorso a scuola può sembrare una proposta particolare. La scelta dei mediatori più adeguati – in questo caso la simulazione – ha reso possibile abilitare i più piccoli alla prima comprensione del soccorso, delle regole e delle procedure. L’articolo racconta l’esperienza con dettagli e suggerimenti, per prendere spunto da una buona pratica di successo.
 
“Giochi di animali”, di Ljuba Pezzimenti, insegnante e dottore di ricerca in Scienze psicologiche
L’attività realizza parzialmente un compito autentico, ovvero una prova in cui gli alunni debbono mostrare non solo ciò che sanno, ma ciò che sanno fare con ciò che sanno, applicando le conoscenze acquisite a esperienze del mondo reale. Nell’attività si richiede a alunni di classe III della scuola primaria di seguire delle istruzioni per costruire dei semplici giochi di associazione, e poi giocare con essi, utilizzando le conoscenze acquisite sulle principali classi di animali. Al termine del gioco gli alunni dovranno cercare di valutare le proprie conoscenze sul regno animale.
 
Ripensare il problem solving, di Silvia Biondi, docente di scuola primaria e dottore di ricerca in Technology of education
Il presente lavoro fa riferimento a una sperimentazione, svolta come tirocinante, allo scopo di indagare il ruolo delle rappresentazioni nella risoluzione di problemi matematici. Gli alunni di una quinta primaria, dopo aver affrontato in piccolo gruppo due differenti situazioni problematiche, basate sul compito autentico, hanno compilato una propria autovalutazione del lavoro svolto. Attraverso una semplice scheda è stato chiesto loro di rispondere a quattro domande al fi ne di ripensare alle modalità di lavoro nel gruppo e al processo risolutivo del problema. Infatti l’alunno, attraverso l’autovalutazione, dovrebbe diventare capace di osservare il percorso svolto e di definire possibili miglioramenti in modo da diventare sempre più un risolutore esperto.
 
Il MOCA (Museum Of Children Arts), di Mariolina Goduto, Dirigente Scolastico
La scuola “Pascoli-Santa Chiara” di Foggia sta lavorando alla realizzazione di un articolato spazio espositivo museale finalizzato a promuovere la cultura dell’infanzia e l’idea di bambino care alla scuola. Il progetto museale mira a rendere la scuola visibile, a “mettere in scena” la sua teoria dell’educazione, la filosofi a di fondo che dà forma e struttura al progetto educativo. Soprattutto, il progetto tende a far emergere la dimensione metacognitiva e divergente dell’esperienza dell’apprendimento, provocata dall’incontro con l’educazione estetica, con i linguaggi delle parole, della letteratura e delle arti, per promuovere la flessibilità dell’intelligenza e la sensibilità delle persone, attraverso processi di conoscenza che coinvolgono contemporaneamente la mente e il cuore dei ragazzi.
 
#animatoredigitale, di Maria Chiara Grigiante, Animatore Digitale presso I.C. “Pacinotti”, Torino
L’animatore digitale individuato in ogni scuola è formato in modo specifi co affinché possa (rif. N.M. prot. n. 17791 del 19/11/2015) “favorire il processo di digitalizzazione delle scuole nonché diffondere le politiche legate all’innovazione didattica attraverso azioni di accompagnamento e di sostegno sul territorio del Piano nazionale scuola digitale”. Il suo profi lo (cfr. Azione #28 del PNSD) è rivolto a: Formazione interna: stimolare la formazione interna alla scuola negli ambiti del PNSD, attraverso l’organizzazione di laboratori formativi, favorendo l’animazione e la partecipazione di tutta la comunità scolastica alle attività formative. Coinvolgimento della comunità scolastica: favorire la partecipazione e stimolare il protagonismo degli studenti nell’organizzazione di workshop e altre attività, anche strutturate, sui temi del PNSD, anche attraverso momenti formativi aperti alle famiglie e ad altri attori del territorio. Creazione di soluzioni innovative: individuare soluzioni metodologiche e tecnologiche sostenibili da diffondere all’interno degli ambienti scolastici e diffondere pratiche metodologiche innovative.
 
Silenzio, ciack si gira!, di Patrizia Schirosi, insegnante di lingua inglese
L’articolo racconta un’esperienza di formazione per docenti della scuola Primaria e Secondaria di I grado che ha portato all’apertura di attività laboratoriali per la realizzazione di video prodotti dagli allievi. L’esperienza, iniziata nell’a.s. 2014-2015, è continuata nel corrente anno e ha posto le basi per una futura collaborazione e sperimentazione che ha anche lo scopo di riuscire a creare un curricolo mediale in verticale.
 
L’organico di potenziamento: una vera novità?, di Cristina Cuppi, Dirigente Scolastica
Dopo la consultazione sulla cosiddetta “Buona scuola “(settembre 2014) è stata promulgata la Legge 107 del 13 luglio 2015 che ha inteso rilanciare alcuni elementi introdotti con l’autonomia scolastica (D.P.R. 275/99), ma mai pienamente attuati, tra questi l’organico funzionale, ora denominato organico dell’autonomia.
 
L’insegnamento della musica nella scuola primaria, di Davide Basano, Dirigente Scolastico
La normativa scolastica degli ultimi trent’anni assegna un ruolo significativo alla diffusione della cultura musicale nonché all’introduzione precoce della pratica strumentale; d’altronde le implicazioni psicologiche e cognitive dell’ascolto o della produzione musicale, a tutte le età, sono universalmente note, così come è ormai radicata, non solo nel mondo dell’istruzione, la consapevolezza che le potenzialità tecnico-espressive di un talento musicale devono essere individuate e coltivate nell’infanzia: difficilmente uno studente che inizi a suonare nell’adolescenza, per quanto portato, diventerà un concertista. Ora, se non è compito del primo ciclo di istruzione fare di un bambino un musicista, è pur vero che la scuola ha il dovere di promuovere la conoscenza della musica e soprattutto di individuare, off rendo a esse adeguate opportunità di espressione, l’intelligenza o le intelligenze, per dirla come Gardner, di ciascuno.
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