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Una scuola aperta all’adozione, di Oriana Scalas, GSD Sardegna Enrica Ena, insegnante di scuola primaria, blogger appassionata di tecnologie Isabella Ongarelli, madre adottiva
Nel mese di dicembre 2014 sono state emanate le Linee di indirizzo per favorire il diritto allo studio degli alunni adottati, accolte all’interno della Legge 107, conosciuta come “La buona scuola”, approvata nel luglio 2015. Ma perché si è reso necessario stendere delle linee di indirizzo per il diritto allo studio degli alunni adottati? Erano davvero necessarie o aggiungeranno nuove classifi cazioni a una scuola che ne contiene già troppe? I contributi di queste pagine ci accompagneranno alla scoperta del documento, guidati da Oriana Scalas, Genitori si diventa Sardegna (perché si è reso necessario il documento, cosa contiene, che cosa ci si aspetta) e cercheremo di conoscere il rapporto tra scuola e adozione, attraverso l’esperienza personale off erta da Enrica Ena, insegnante di scuola primaria, e da Isabella Ongarelli, madre adottiva.
 
La scuola tra presenza e assenza, di Alessandra Carenzio, Università Cattolica del Sacro Cuore
Insegnare oggi signifi ca essere capaci di agire con consapevolezza all’interno delle diverse aule e sapere scegliere tra situazioni, scenari, strumenti, mediatori e strategie che sempre più spesso annullano la distanza tra presenza e assenza.
 
La comunicazione tra reale e virtuale, di Alessandra Carenzio, Università Cattolica del Sacro Cuore
La scuola tra presenza e assenza Saper orchestrare le situazioni didattiche per fare sintesi tra l’assenza e la presenza della comunicazione.
 
L’autovalutazione, di Silvia Biondi, Università degli studi di Macerata
Il seguente articolo intende offrire una panoramica sul tema dell’autovalutazione. In particolare la trattazione vuole soffermarsi sui protagonisti di questo processo che riguarda non solo gli alunni ma gli stessi insegnanti. I docenti sono chiamati a compiere un’autovalutazione quotidiana della propria pratica didattica che permetta loro di valutare l’effi cacia o meno del proprio operato, di diventare consapevoli dei punti di forza o di debolezza posseduti, ma anche di crescere professionalmente. Insieme ai docenti, anche ai singoli alunni deve venir data l’opportunità di compiere un’autovalutazione del proprio operato, sia in merito alle modalità di svolgimento delle varie attività didattiche proposte ma anche per riflettere e valutare il proprio processo di apprendimento.
 
Il Teacher portfolio, Università degli studi di Macerata
Il Teacher Portfolio (d’ora in poi TP), nel corso degli ultimi quindici anni, è diventato uno dei più importanti strumenti utilizzati, a livello internazionale, per accompagnare il processo di professionalizzazione degli insegnanti. Viene adottato per la formazione iniziale, nei percorsi universitari, ma può essere considerato un valido supporto anche per i docenti in servizio. Il TP rappresenta quindi uno strumento e, allo stesso tempo, un processo che richiama a una valutazione di tipo formativo: nel momento in cui il docente diviene consapevole di quanto ha operato e dei risultati conseguiti, sarà in grado di attivare in autonomia dei miglioramenti. L’insegnante diventa il protagonista del proprio processo valutativo.
 
A scuola un posto piacevole, vivo e personale, di Elena Mosa, Indire
Al suono della campanella, eccoci di nuovo pronti a partire con una nuova programmazione che scandirà, mese per mese, il lavoro di questo anno scolastico. Il tema oggetto della sezione studio di caso è davvero di grande appeal. Dopo tanta buona scuola di cui il nostro Paese è ricco, avviamo insieme una rifl essione sulla bella scuola. I contributi saranno incentrati su tre declinazioni di questo concetto: la scuola che mette in atto un cambiamento di paradigma generando un impatto sugli ambienti di apprendimento (#scuolanuova), la scuola che si lascia contaminare di prodotti artistici diventando quasi un museo (#scuolacreativa) e la scuola personale, quella dove la cura e il senso di appartenenza la rendono un posto dove stare bene e andare volentieri (#scuolaviva). Questi tre aspetti del bello sono complementari e non esclusivi e sono finalizzati a descrivere un posto dove non solo si apprendono “cose”, ma s’impara anche a immaginarle, a crearle, a usare la fantasia e la creatività… anche dopo la scuola primaria! Un posto dove andare volentieri, dove stare bene.

Arteascuola: creatività in rete, di Miriam Paternoster insegnante di Arte e Immagine
Il sito www.arteascuola.com è nato con lo scopo di creare una vetrina virtuale per i lavori creati dagli studenti e soprattutto per condividere esperienze educative e creative con insegnanti di tutto il mondo. Questa realtà si inserisce in una prassi di condivisione e di lavoro di squadra che si sta rivelando sempre più necessaria nel mondo della scuola.

Chi è l’e-Teacher? Nuove competenze per una nuova didattica di Valentina Pennazio Università di Genova
La professionalità degli insegnanti si trova attualmente al centro di un evidente cambiamento educativo e didattico dovuto, in parte, alla possibilità di usufruire di nuove strumentazioni tecnologiche, di nuovi spazi in presenza e in rete, di nuove applicazione web per elaborare e costruire contenuti di conoscenza interagendo in maniera attiva e collaborativa. Questo richiede, da parte dell’insegnante, il possesso di competenze specifiche che vanno a delineare un nuovo profilo, quello dell’e-Teacher a cui è richiesta una mentalità pronta ad accogliere quanto l’attuale panorama tecnologico è in grado di offrire. Si tratta non solo di una padronanza tecnica nell’uso di strumenti, applicazioni e della rete ma anche di una capacità progettuale che porta a includere, in maniera significativa, nella didattica quotidiana, tecnologie e nuovi spazi d’azione in presenza e a distanza.
 
La formazione dell’e-Teacher, di Valentina Pennazio Università di Genova
La professionalità degli insegnanti si trova attualmente al centro di un evidente cambiamento educativo e didattico dovuto, in parte, alla possibilità di usufruire di nuove strumentazioni tecnologiche, di nuovi spazi in presenza e in rete, di nuove applicazioni web per elaborare e costruire contenuti di conoscenza interagendo in maniera attiva e collaborativa. Questo richiede, da parte dell’insegnante, il possesso di competenze specifi che che vanno a delineare un nuovo profi lo, quello dell’e-Teacher a cui è richiesta una mentalità pronta ad accogliere quanto l’attuale panorama tecnologico è in grado di off rire. Si tratta non solo di una padronanza tecnica nell’uso di strumenti, applicazioni e della rete ma anche di una capacità progettuale che porta a includere, in maniera significativa, nella didattica quotidiana, tecnologie e nuovi spazi d’azione in presenza e a distanza.
 
Creare comunità di pratica, di Laura Fiorini, dirigente scolastica
L’angolo del dirigente allarga il focus dall’analisi di pratiche organizzative alla necessità di creare comunità di pratica fra dirigenti e le figure professionali che operano nella scuola per rendere le procedure ancora più efficaci. Un percorso che va dal Rapporto di Valutazione e Piano di Miglioramento alla valorizzazione dei docenti e al Piano Nazionale Scuola Digitale per delineare il profilo di alunni, insegnanti, dirigenti e personale ATA.
 
Tra passato e futuro, di Alessandra Grassi, dirigente scolastica
L’anno scolastico che si è appena concluso ha visto ogni Istituzione Scolastica impegnata nell’applicazione della Legge 107 – Buona Scuola – attraverso un lavoro continuo per integrare la normativa con le singole realtà e con gli scenari che tra luci e ombre si andavano delineando. Assunzioni, organico funzionale, innovazione tecnologica, didattica laboratoriale, riqualificazione degli spazi, rendicontazione sociale, piano di miglioramento, formazione in servizio e riconoscimento del merito sono stati gli argomenti al centro del dibattito che ha appassionato gli addetti ai lavori e non solo. Attraverso i contributi che si alterneranno su queste pagine nei prossimi numeri cercheremo di valutare e di riflettere sull’impatto della Riforma nella quotidianità del nostro lavoro a scuola con un’attenzione alla ricaduta sulla professionalità dei docenti.
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